Finzioni poetiche

Di altri spiriti guida. Poesie di Stefano Bortolussi, da I labili confini (Interno Poesia, 2016)

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CALYPTE ANNA

 Quanto spesso batte le ali il portento

di natura calando ogni mattina alla fontana

di pietre riprodotte e carezzate di muschio

e ignaro prendendole per vere

nell’ombra indecisa della pergola:

solo i pensieri più guizzanti e selettivi

frullano piumati davanti al raggio vago

dello sguardo diretto, per cambiare, verso l’altro.

È il dono, tra i molti, del mattino

sul lembo occidentale del tragitto,

la sorpresa sperata che si fa realtà

quando i passi indecisi si fermano,

per forza calma ma decisa di marea,

alla vista della schiuma.

*

VELELLLA VELELLA

 Migliaia di vele trasparenti sono sparse

sulla sabbia lappata dall’oceano

o disposte in file ordinate come dalla mano

di bambino divino e sfuggente, troppo piccolo

o forse gigantesco al punto da negare la visione

completa e razionale, l’osservazione in sé conclusa

di chi senza sapere assiste.

Nelle pareti della mareggiata che le ha consegnate

alle nostre attenzioni impreparate

come immensa flotta di navigatori di acque più calde,

discendenti innocui di eleganti e letali caravelle,

appaiono come occhi oblunghi e spalancati su di noi,

forse a ricambiare la sorpresa ammutolita

di una specie all’incontro con un’altra, sconosciuta:

perché una distesa tanto capricciosa di corpi

non sempre irreprensibili per dimensioni, curve,

proporzioni? perché la diversità delle posture,

la varietà dei moti e delle pause, il disordine

di un’assenza apparente di scopo e missione?

Sembrano dire, sgranando le iridi violacee:

noi che siamo qui per un capriccio di maree

e temperature sappiamo che qualunque sia

il nostro viaggio, in sé trova senso.

Sembrano chiedere: ma voi?

*

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Stefano Bortolussi è nato a Milano nel 1959. Fra le sue raccolte di poesia: Ipotesi di caldo (Book Editore, 2001), Califia (Jaca Book, 2014). Ha pubblicato i romanzi: Fuor d’acqua, (peQuod, 2004), Fuoritempo (peQuod, 2007), Verso dove si va per questa strada (Fanucci, 2013), I labili confini (Interno Poesia, 2016 ).Ha tradotto e traduce numerosi e importanti autori anglo-americani. Il suo poemetto Il moto ondoso del cercare è stato pubblicato nell’antologia Bona Vox, curata da Roberto Mussapi (Jaca Book, 2010). È incluso nel terzo Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea, a cura di Gianfranco Lauretano, Francesco Napoli e Walter Raffaelli (Raffaelli, 2015). Sue poesie sono state pubblicate da Atelier, Poesia (di Luigia Sorrentino), Pioggia Obliqua e Interno Poesia. L’autore a pezzi (autoreapezzi.wordpress.com) è il suo blog letterario.

*

Di altri spiriti guida, poesie di Stefano Bortolussi, da I labili confini (Interno Poesia, 2016)

http://internopoesia.com/libri/i-labili-confini/

In copertina: Vasilij Kandinskij, Quadro con macchia rossa, 1914.

 

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